La tradizione

In Sardegna, la pietra c'è da sempre

Il muro a secco non è una moda: è il modo in cui quest'isola disegna il suo paesaggio da migliaia di anni. Una breve storia di un'arte che Giovanni porta avanti.

Quattromila anni in poche righe

Un'arte antica quanto l'isola

Età del bronzo · ~1800 a.C.

I nuraghi

Migliaia di torri in pietra, costruite a secco — senza malta — incastrando blocco su blocco. La tecnica del muro a secco è nel DNA della Sardegna fin dalla preistoria.

Per secoli · la Gallura

Il granito e gli stazzi

In Gallura il granito affiora ovunque. Pastori e contadini ne hanno fatto muri, recinti e stazzi: la pietra del posto, lavorata a mano, diventa confine, riparo e casa.

Negli stazzi · il legno

Il ginepro e il legno

Sui muri di granito poggiavano travi e coperture in legno: il ginepro della Gallura, robusto e resistente, dava forma a tetti, pergole e verande. Pietra e legno, da sempre, lavorano insieme.

1820 · l'Editto delle Chiudende

Le tancas

Con l'editto del 1820 i terreni vengono recintati: nasce la rete di muri a secco — le tancas — che ancora oggi attraversa tutta l'isola. Il paesaggio sardo prende la forma che conosciamo.

2018 · Patrimonio dell'Umanità

Riconoscimento UNESCO

L'arte del muro a secco entra nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO, candidata dall'Italia insieme ad altri sette Paesi. Un sapere da custodire.

"Tancas serradas a muru" — terre chiuse dal muro

Il verso del poeta Melchiorre Murenu, scritto dopo l'editto del 1820, racconta quanto questi muri siano parte dell'anima sarda.

Perché conta oggi

Un patrimonio che si costruisce ancora

4000anni di storia della pietra a secco in Sardegna
8Paesi uniti dall'UNESCO per quest'arte, con l'Italia
0cemento: solo pietra, mano e sapere, come allora
La tradizione continua

Giovanni costruisce il prossimo capitolo

Ogni muro che firma oggi nasce dalla stessa tecnica di sempre, con il granito della Gallura. Scegliere Giovanni significa affidare il proprio progetto a chi custodisce quest'arte.

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